PROGETTO "SOS"
COMMITTENTE
C. Luciani, Saverio, Francesco, Yuri Snc

PORTATA AUTOGRÙ
160,00 tons. e 80,00 tons.

OBIETTIVO
Presso il porto di Ancona il peschereccio Eragon sta affondando lentamente. La Capitaneria di Porto ci ha chiesto di intervenire al fine di tutelarsi da successivi e maggiori costi di recupero e per evitare contaminazioni di tipo ambientale.
ANALISI Il peschereccio sta imbarcando acqua a causa dell’apertura di una grossa falla. È necessario quindi sollevare rapidamente l’imbarcazione per evitare l’affondamento e i danni che ne conseguirebbero.

STRATEGIA La Capitaneria ci ha chiamato alle 23,00 di un venerdi sera per farci intervenire con la massima urgenza.
A causa delle dimensioni del peschereccio e dell’acqua entrata nella stiva, che ha fatto aumentare il peso complessivo dell’imbarcazione, abbiamo deciso di far intervenire due autogrù per cercare di sollevare lo scafo.
Potendo sostenere l’imbarcazione avremmo potuto dare il tempo necessario ai sommozzatori di chiudere la falla ed ai Vigili del Fuoco di togliere l’acqua che nel frattempo era entrata.
Dopo il lavoro continuativo durato tutta la notte di venerdi, il sabato fino alla domenica mattina, la strategia sembrava aver dato i suoi frutti ma…
Purtroppo nel pomeriggio di domenica la rottura delle catene di una delle due gru, che tenevano in equilibrio il peschereccio, ha bloccato l’operazione di recupero che ormai sembrava cosa fatta visto che la prua era uscita fuori dall’acqua in quanto la barca era stata messa parallela alla banchina grazie anche al lavoro di Vigili del Fuoco, dei sub della Capitaneria di Porto e con l’apporto di gonfiabili (cilindri di spinta).
A causa di questa rottura le operazioni hanno avuto un fermo e sono riprese solamente 2 ore più tardi dopo la sostituzione delle catene. La rottura è stata causata dalla grossa sollecitazione, dovuta al peso, che si è protratta per un così lungo periodo. Praticamente le gru erano in tiro da circa 40 ore.
A questo punto, per evitare qualsiasi rischio, abbiamo deciso di far intervenire una terza autogrù e siamo riusciti a portare al termine l’operazione.

STRUMENTI Autogrù con portata 160,00 tons, autogrù con portata 80,00 tons. ed autogrù con portata 120,00 tons.
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COMMITTENTE
C. Luciani, Saverio, Francesco, Yuri Snc

OBIETTIVO
Presso il porto di Ancona il peschereccio Eragon sta affondando lentamente. La Capitaneria di Porto ci ha chiesto di intervenire al fine di tutelarsi da successivi e maggiori costi di recupero e per evitare contaminazioni di tipo ambientale.
ANALISI Il peschereccio sta imbarcando acqua a causa dell’apertura di una grossa falla. È necessario quindi sollevare rapidamente l’imbarcazione per evitare l’affondamento e i danni che ne conseguirebbero.

STRATEGIA La Capitaneria ci ha chiamato alle 23,00 di un venerdi sera per farci intervenire con la massima urgenza.
A causa delle dimensioni del peschereccio e dell’acqua entrata nella stiva, che ha fatto aumentare il peso complessivo dell’imbarcazione, abbiamo deciso di far intervenire due autogrù per cercare di sollevare lo scafo.
Potendo sostenere l’imbarcazione avremmo potuto dare il tempo necessario ai sommozzatori di chiudere la falla ed ai Vigili del Fuoco di togliere l’acqua che nel frattempo era entrata.
Dopo il lavoro continuativo durato tutta la notte di venerdi, il sabato fino alla domenica mattina, la strategia sembrava aver dato i suoi frutti ma…
Purtroppo nel pomeriggio di domenica la rottura delle catene di una delle due gru, che tenevano in equilibrio il peschereccio, ha bloccato l’operazione di recupero che ormai sembrava cosa fatta visto che la prua era uscita fuori dall’acqua in quanto la barca era stata messa parallela alla banchina grazie anche al lavoro di Vigili del Fuoco, dei sub della Capitaneria di Porto e con l’apporto di gonfiabili (cilindri di spinta).
A causa di questa rottura le operazioni hanno avuto un fermo e sono riprese solamente 2 ore più tardi dopo la sostituzione delle catene. La rottura è stata causata dalla grossa sollecitazione, dovuta al peso, che si è protratta per un così lungo periodo. Praticamente le gru erano in tiro da circa 40 ore.
A questo punto, per evitare qualsiasi rischio, abbiamo deciso di far intervenire una terza autogrù e siamo riusciti a portare al termine l’operazione.

STRUMENTI Autogrù con portata 160,00 tons, autogrù con portata 80,00 tons. ed autogrù con portata 120,00 tons.
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Presso il porto di Ancona il peschereccio Eragon sta affondando lentamente. La Capitaneria di Porto ci ha chiesto di intervenire al fine di tutelarsi da successivi e maggiori costi di recupero e per evitare contaminazioni di tipo ambientale.
ANALISI Il peschereccio sta imbarcando acqua a causa dell’apertura di una grossa falla. È necessario quindi sollevare rapidamente l’imbarcazione per evitare l’affondamento e i danni che ne conseguirebbero.

STRATEGIA La Capitaneria ci ha chiamato alle 23,00 di un venerdi sera per farci intervenire con la massima urgenza.
A causa delle dimensioni del peschereccio e dell’acqua entrata nella stiva, che ha fatto aumentare il peso complessivo dell’imbarcazione, abbiamo deciso di far intervenire due autogrù per cercare di sollevare lo scafo.
Potendo sostenere l’imbarcazione avremmo potuto dare il tempo necessario ai sommozzatori di chiudere la falla ed ai Vigili del Fuoco di togliere l’acqua che nel frattempo era entrata.
Dopo il lavoro continuativo durato tutta la notte di venerdi, il sabato fino alla domenica mattina, la strategia sembrava aver dato i suoi frutti ma…
Purtroppo nel pomeriggio di domenica la rottura delle catene di una delle due gru, che tenevano in equilibrio il peschereccio, ha bloccato l’operazione di recupero che ormai sembrava cosa fatta visto che la prua era uscita fuori dall’acqua in quanto la barca era stata messa parallela alla banchina grazie anche al lavoro di Vigili del Fuoco, dei sub della Capitaneria di Porto e con l’apporto di gonfiabili (cilindri di spinta).
A causa di questa rottura le operazioni hanno avuto un fermo e sono riprese solamente 2 ore più tardi dopo la sostituzione delle catene. La rottura è stata causata dalla grossa sollecitazione, dovuta al peso, che si è protratta per un così lungo periodo. Praticamente le gru erano in tiro da circa 40 ore.
A questo punto, per evitare qualsiasi rischio, abbiamo deciso di far intervenire una terza autogrù e siamo riusciti a portare al termine l’operazione.

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